Hanno detto Diritto e storia

Riforma Costituzionale: cosa direbbe Niccolò Machiavelli ?

machiavelli

Da “Il principe” di Niccolò Machiavelli

Capitolo VI – De’ Principati nuovi che s’acquistano con l’arme proprie e virtuosamente

……E debbasi considerare come non è cosa più difficile a trattare, né più dubbia a riuscire, né più pericolosa a maneggiare, che farsi capo ad introdurre nuovi ordini. Perché lo introduttore ha per nimici tutti quelli che delli ordini vecchi fanno bene, et ha tepidi defensori tutti quelli che delli ordini nuovi farebbono bene. La quale tepidezza nasce, parte per paura delli avversari, che hanno le leggi dal canto loro, parte dalla incredulità delli uomini; li quali non credano in verità le cose nuove, se non ne veggono nata una ferma esperienza. Donde nasce che qualunque volta quelli che sono nimici hanno occasione di assaltare, lo fanno partigianamente, e quelli altri defendano tepidamente; in modo che insieme con loro si periclita.

…..E si deve considerare che non esiste cosa più difficile da trattare, né più incerta nell’esito, né più pericolosa da gestire, dell’introduzione di nuove istituzioni. Perché colui che le introduce ha per nemici tutti coloro che ricevevano un beneficio dalle vecchie istituzioni, ed ha tiepidi difensori in tutti coloro che dalle nuove istituzioni trarrebbero giovamento. E questa tiepidezza nasce in parte per la paura degli avversari, che hanno dalla loro le vecchie leggi, e in parte dallo scetticismo degli uomini, i quali non credono nelle novità se non le vedono ben consolidate. Da questo nasce che, ogni volta che quelli che ti sono nemici hanno occasione di attaccarti lo fanno con furore e gli altri ti difendono con scarso impegno, di modo che con loro si corrono pericoli.

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il: 31 Marzo 2016

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